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Come allestire un'acquario d'acqua dolce

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La presenza di un acquario in casa è sicuramente un fattore positivo per tutta la famiglia. Un animale in casa addolcisce gli stati d'animo, fa sentire importante chi lo cura, insegna al bambino e all'adulto a rapportarsi con un altro essere e a rispettare le sue esigenze. Possedere un acquario significa sicuramente vivere da vicino un pezzo di "natura viva".
L'allestimento e il mantenimento di  un acquario necessita naturalmente di qualche cognizione di base, ma vorremo premettere che non è assolutamente un hobby difficile! Cercheremo di mettervi in condizione di far funzionare senza problemi un bellissimo acquario.



LA SISTEMAZIONE DELLA VASCA
Un acquario in casa merita la giusta posizione, non può essere sistemato a caso. La vasca è completamente autosufficiente ed ha bisogno soltanto di una presa di corrente. Non dobbiamo dimenticare che lʼacquario non è soltanto un contenitore per pesci e piante ma deve essere considerato anche una compagnia e "natura da vivere" per questo motivo dovrebbe essere sistemato nella stanza in cui passiamo più tempo. La prima a cui pensare è sicuramente la scelta della vasca.
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Alcuni esempi di forme reperibili in commercio
Oggi in commercio ci sono innumerevoli forme e dimensioni, basta solo scegliere. L'acquario non deve essere necessariamente rettangolare. La vasca ideale per il principiante e per lʼuso normale dovrebbe essere un parallelepipedo; ma esistono altre forme che tecnicamente possono essere equipaggiate a livelli ottimali. Conviene optare  per un acquario di produzione industriale perché la vasca su misura, di qualsiasi forma essa sia, è sempre più costosa.
Esistono alcune regole per quanto riguarda le proporzioni tra i singoli lati e lʼaltezza della vasca. Salvo motivi particolarmente importanti, lʼacquario non dovrebbe essere mai più alto che largo solo così tra superficie dellʼacqua e contenuto complessivo della vasca esiste un giusto rapporto per lʼadeguato scambio gassoso, fondamentale per la vita acquatica. Optando per un acquario di produzione industriale, non ci si deve preoccupare di queste proporzioni; volendo invece la vasca su misura, conviene tenere presente questo fattore. Uno dei più grossi sbagli, commesso soprattutto dai principianti, è quello di voler cominciare con una piccola vasca per "acquisire esperienza". Niente di più errato: un acquario di una certa grandezza si cura molto più facilmente di uno piccolo e lʼequilibrio chimico-fisico dellʼacqua tende ad essere più stabile a tutto vantaggio di pesci e piante... e nostro! Per questo motivo è opportuno scegliere per un acquario dʼacqua dolce una vasca di almeno 40 litri, mentre per un acquario marino si dovrebbe optare per una di almeno 100 litri. Naturalmente anche acquari più piccoli, soprattutto se sono già completamente attrezzati da parte di un competente produttore, possono funzionare perfettamente, anche se si avranno più facilmente delle noie quando non si rispettano rigorosamente certe regole di alimentazione e di scelta dei pesci.
L'acquario è sicuramente un hobby da condividere con tutta la famiglia.
Scegliete una collocazione che vi permetta una comoda osservazione del suo contenuto, accanto a delle poltrone, al tavolo da pranzo, in cucina., oppure in salotto per concedervi un momento di relax e di meritato riposo. Assolutamente da evitare l'esposizione alla luce diretta del sole, potrebbero comparire alghe indesiderate. E' errato pensare che l'acquario abbia bisogno di luce in quanto gli impianti d'illuminazione dei moderni acquari permettono di dosare regolarmente la luce a seconda della necessità delle piante e dei pesci da allevare.
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Collocazione di un acquario in casa
Giusta esposizione
La base sulla quale viene collocata dovrebbe avere unʼaltezza di circa 70 cm; se la vasca viene guardata stando in piedi (nel caso di un ampio ingresso), il supporto può avere unʼaltezza di 80/100 cm. Fin dal primo momento lʼacquario deve avere il suo posto fisso. Spostare un acquario completo o anche semivuoto è praticamente impossibile. La scelta del luogo dove posizionare la vasca deve essere tale da consentire senza particolare difficoltà tutti i lavori di manutenzione. Lʼacquario deve essere appoggiato su un supporto stabile e perfettamente a livello. Ricordate che per ogni litro di capacità della vasca si deve calcolare un peso finale di circa 1,2-1,5 kg; in altre parole una vasca di 50 litri pesa circa 60-70 kg a seconda del tipo di arredamento. E' conveniente frapporre tra il vetro di fondo e il supporto uno strato di materiale che possa attutire eventuali piccoli colpi o imperfezioni del piano di supporto.


L'ATTREZZATURA TECNICA
Per trasformare la vasca in un acquario perfettamente funzionante, abbiamo bisogno di alcune attrezzature, di un impianto di illuminazione, un riscaldamento autonomo, di un sistema di filtraggio.


Illuminazione
La luce è uno degli elementi vitali senza i quali lʼacquario non funzionerebbe. Non solo le piante e le alghe hanno bisogno di luce per crescere, ma anche la maggior parte dei microrganismi, invisibili ma indispensabili. Anche la vita di pesci, anfibi ed altri animali acquatici è legata alla luce. Per questo motivo lʼimpianto di illuminazione di un acquario deve rispondere a precisi requisiti che non sono solo estetici ma soprattutto tecnici.
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Illuminazione inglobata nel coperchio
La durata dellʼilluminazione in un acquario normale deve essere di circa 10-12 ore. La luce dovrebbe accendersi e spegnersi sempre alla stessa ora ininterrottamente. Naturalmente per fare questo viene adoperata una fonte d'illuminazione artificiale che nella maggioranza degli acquari viene istallata nel coperchio.
La luce è l'elemento indispensabile alla funzione clorofilliana cioè alla formazione delle sostanze organiche a partire da anidride carbonica e acqua, per effetto dell'energia luminosa. In altre parole trattasi di quel processo attraverso il quale i vegetali sono in grado di catturare ed immagazzinare l'energia solare che verrà liberata al momento opportuno al fine di attivare numerose e complesse reazioni chimiche. Ma non tutte le piante richiedono una stessa quantita di luce, alcune specie gradiscono il la luce diretta per tutto l'arco del fotoperiodo, altre la luce filtrata da piante. Per questo motivo abbiamo esigenza di scegliere un rapporto watt-luce in base alle caratteristiche delle piante.
Le tipologie di lampade più adatte all'uso acquariofilo sono le fluorescenti. Fanno parte di questa famiglia le T8 le T5 e le PC. I tubi T8 sono stati i primi ad essere utilizzati e ancora oggi molti acquari vengono venduti  con impianti luce giò predisposti nel coperchio., ma nel corso degli ultimi anni, visto il successo riscontrato nell'uso domestico e lavorativo, i moderni tubi T5 sono sempre più richiesti dagli appassionati per diverse ragioni: diametro e quindi ingombro minore, efficienza luminosa più elevata, risparmio di energia e maggiore durata nel tempo, anche a livello "luminoso". le PC (power compact) comunemente conosciute come PL non sono altro che T5 piegati a parita di wattaggio abbiamo un mino ingombro.
Se invece vogliamo allestire un acquario scoperto, esistono delle plafoniere per ospitare le lampade, ma dobbiamo però tenere conto di una maggiore dispersione della luce. In un acquario coperto, l'intensità dell'illuminazione viene sfruttata in modo ottimale, ma con acquario scoperto il discorso cambia.
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Lampada Hql
Esistono le lampade a vapore di mercurio (HQL), che hanno costi più elevati dei tubi al neon, hanno una durata maggiore, ma un consumo energetico più dispendioso, ed una resa luminosa inferiore a parità di watt rispetto ai tubi al neon, anche se è possibile acquistare una lampada HQL di potenza superiore per consentire di avere una resa ottimale dell'illuminazione. Le lampade HQL hanno uno spettro d'emissione riguardante la zona arancione(4000-5200K), unite risultano ottimali per la coltivazione di piante
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Plafoniera Hqi
Ci sono poi le lampade HQI (a vapori di alogenuri metallici) che a quanto pare offrono un buon connubio tra intensità luminosa e dispendio energetico; sono però ancora piuttosto costose ma sicuramente quelle che offrono il ottimo risultato. Le lampade HQI hanno uno spettro d'emissione con picchi di blu e giallo(4200-18000K), questo tipo di lampade ha un alto coefficente di penetrazione della colonna d'acqua.
Le specifiche da ricercare e riscontrare nelle nostre lampade sono: Watt cioè la potenza elettrica assorbita da una lampada; il flusso luminoso che indica quanta luce c'è su un piano di riferimento, si misura in lumen; l'efficienza luminosa: che è il grado di economicità con il quale la potenza elettrica assorbita viene trasformata in luce e viene misurata in lumen per watt; la temperatura colore che si misura in gradi KELVIN (K), e indicativamente si possono classificare le temperature-colore in questo modo:3500K: tono caldo, 3500-6000K: tono neutro,6000K e oltre: tono freddo. Comunque a parità di colore le lampade possono avere rese di colore diverse. La resa del colore:indicato con RA , indica quanto una lampada riesce a non "falsare" i colori di un oggetto. Più è alto migliore è la resa cromatica.
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Lampade con diffrente spettro luminoso
Per acquari dʼacqua dolce con piante non molto esigenti di luce si calcola circa 30 lumen per litro dʼacqua; per acquari dʼacqua dolce con piante molto esigenti ci vogliono 50 o più lumen per litro. Per acquari marini conviene calcolare 40 lumen, però vasche con coralli ed altri invertebrati marini richiedono anche 50-80 lumen (se non di più). Molto importante naturalmente che si sfrutti al massimo la luminosità delle lampade scelte, ciò significa orientare tutta la luce verso lʼinterno dellʼacquario con lʼaiuto di un riflettore. Per questo motivo i coperchi delle vasche sono muniti di un materiale riflettente.
Un ultimo consiglio, molto importante: tutte le lampade dopo un certo periodo dʼuso perdono luminosità e devono pertanto essere sostituite. Spesso le piante, dopo un iniziale periodo di buona crescita, non si sviluppano più; la causa è quasi sempre da ricercare nelle lampade "stanche". Pertanto le lampade fluorescenti di un acquario dovrebbero essere sostituite ogni 8 mesi circa.



Il riscaldamento
immagine categoria termoriscaldatoti e termostati
Termoriscaldatori e Termostati elettronici
La maggioranza degli acquari, siano essi dʼacqua dolce o marini, è destinata ad ospitare una fauna e una flora tropicali. Per questo motivo è indispensabile riscaldare lʼacqua nella vasca.
A tale scopo si usano i termoriscaldatori che di solito si presentano sotto forma di una provetta in vetro più o meno lunga a seconda della potenza in Watt. Esistono sul mercato anche speciali riscaldatori sotto forma di cavetto flessibile da sistemare sotto la sabbia dellʼacquario. La temperatura in acquario deve essere tarata tra 24 e 26 °C e per fare in modo che sia sempre stabile e necessario un termostatato che quasi sempre è contenuto nel termoriscaldatore stesso. Esistono in commercio anche termostati elettronici che oltre ad essere estremamente precisi possono azionare anche un timer delle luci o azionare una ventola di raffreddamento o un refrigeratore qualora la temperatura fosse più alta del range impostato.



Il filtro
Un acquario non può funzionare senza filtro, un sistema cioè che elimina dallʼacqua le sostanze inquinanti che derivano principalmente da residui di mangimi, dalle foglie morte delle piante, dagli escrementi dei pesci.
Filtri Interni
Filtri Esterni
Filtri a Zaino
Se queste sostanze non vengono eliminate,  presto lʼacqua sarà tossica per pesci e piante e diventerà una pozza d'acqua maleodorante.
In commercio esistono diversi sistemi di filtraggio per acquari, interni, esterni o a zaino che vengono praticamente " appesi" a bordo vasca .
Va ricordato inoltre che molti acquari di produzione industriale sono già muniti di un filtro incorporato e di conseguenza lʼappassionato non si trova più nellʼimbarazzo della scelta tra vari modelli.
Comunque è opportuno conoscere il funzionamento tecnico e biologico del filtro per poter intervenire adeguatamente con i dovuti lavori di manutenzione o di "pronto soccorso".
Ogni filtro è costituito di due parti: un recipiente per il materiale filtrante e un apparecchio per ritrasportare lʼacqua in vasca. Secondo la collocazione del filtro allʼinterno o allʼesterno dellʼacquario, il recipiente è munito di fessure per lʼaspirazione dellʼacqua (filtro biologico interno) oppure ermeticamente chiuso e collegato alla vasca tramite appositi tubi (filtro esterno).
Lʼacqua arriva al recipiente per caduta o sfruttando lʼeffetto dei "vasi comunicanti" (tracimazione), mentre per il trasporto verso lʼacquario viene impiegata una pompa centrifuga.
Il vero "cuore" del filtro sono i materiali filtranti contenuti al suo interno, grazie ai quali avviene il vero trattamento dell'acqua.
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Filtro interno
Dobbiamo distinguere due tipi di materiali filtranti: quelli che trattengono le sostanze in sospensione (normalmente visibili ad occhio nudo) e quelli che servono per eliminare le sostanze organiche ed i loro derivati, solitamente invisibili ma particolarmente insidiose (sostanze organiche e derivati) per tutti gli organismi acquatici. Per lʼeliminazione delle sostanze più o meno grossolane in sospensione si ricorre ad un filtraggio meccanico, che praticamente trattiene tutte le particelle in sospensione. Adatti a questo scopo sono la lana sintetica e la spugna sintetica. Per eliminare, o per meeglio dire,  trasformare le sostanze organiche ed i loro derivati, invece, si deve usare un sistema di filtraggio chiamato "biologico". In questo sistema i materiali filtranti servono come substrato per batteri ed altri microrganismi in grado di trasformare le sostanze organiche attraverso un complesso processo biologico in sostanze inorganiche (principalmente nitrati) che a loro volta in buona parte servono come nutrimento per le piante e le alghe.
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Carbone attivo e cannolicchi ceramici
Qualsiasi materiale filtrante che consente lʼinsediamento e lo sviluppo dei batteri può essere impiegato per questo tipo di filtraggio. I materiali più usati sono i  cannolicchi che possono essere in ceramica o in fibra di vetro (molto porosi), la resina espansa, speciali ricci  in plastica, granulati di vari tipi di materiali inerti (ceramica, lava, quarzo, ecc.). Oltre a questi due tipi di filtraggio ne esistono comunque anche altri, come quelli ad azione adsorbente come le resine sintetiche, il carbone attivo ed i filtri ad azione chimica come la torba attiva. Lʼefficacia di ogni tipo di filtro dipende dalla capacità del suo recipiente (quantità del materiale filtrante) e dalla potenza (resa in litri) della pompa centrifuga. Per un acquario dʼacqua dolce si dovrebbe scegliere una pompa, che abbia una resa oraria almeno doppia alla capienza dellʼacquario.
Il recipiente dovrebbe avere una capacità di circa il 10% del volume della vasca (nei filtri esterni chiusi il recipiente può essere più piccolo). Un flusso dell'acqua troppo veloce, non permette la giusta formazione della flora batterica, al contrario, la ostacola a meno che non si abbia una vasca in cui i prodotti di rifiuto biologici siano in gran quantità, cioè che ci siano troppi pesci,  in questo caso sarà necessario pensare appositamente un sistema filtrante adeguato, il flusso dell'acqua generato dalla pompa, dovrà essere lento e costante, senza creare inutili turbolenze e nello stesso tempo senza permettere che vengano a formarsi zone di ristagno dell'acqua. Attraverso un lento flusso dell'acqua possiamo dare vita all'azione ossidante del filtro, quel processo cioè che permette di decomporre, in presenza di ossigeno, i composti azotati.
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Ciclo dell'azoto
In questa prima fase con l'aiuto di vari microrganismi tutte le sostanze vengono trasformate in ammonio e/o ammoniaca. La presenza d'ammoniaca, molto tossica al contrario dell'ammonio, dipende dal valore di pH: più il pH e superiore a 7, più ammoniaca viene prodotta al posto dell'ammonio. I batteri del genere Nitrosomonas con l'aiuto di ossigeno trasformano ammonio/ammoniaca in nitriti.
I batteri del genere Nitrobacter con l'aiuto di ossigeno trasformano i nitriti in nitrati. La quantità di ossigeno "consumata" dai batteri durante il loro lavoro e notevolissima! In acquari di nuova installazione quasi sempre e presente una quantità sufficiente di ossigeno, ma i batteri utili (Nitrosomonas e Nitrobacter) scarseggiano. Se in questa prima fase si introducono dei pesci, allora i loro rifiuti non possono essere trasformati in nitrati. La trasformazione delle sostanze organiche si ferma alla prima fase (produzione di ammonio) o alla seconda, cioè alla formazione di nitriti. Ben presto questi sali minerali si accumulano nell'acqua: entrambi diventano un veleno mortale per i pesci. Per questo motivo è consigliabile inserire i pesci dopo qualche giorno o dopo l'inserimento delle piante, insomma dopo un periodo di maturazione della vasca..  I nitrati rappresentano l'ultimo grado di ossidazione dell'azoto: oltre questo prodotto il filtro biologico, popolato da flora batterica aerobica, non può andare.I nitrati non sono particolarmente tossici, ma rappresentano uno dei principali composti minerali azotati alla base del metabolismo vegetale. Le piante superiori che ospitiamo in acquario ne consumano una piccola parte; un eccesso di nitrati porta all'eutrofizzazione, cioè a un eccesso di nutrienti: il risultato è lo sviluppo di alghe inferiori che hanno un ritmo di accrescimento maggiore delle piante superiori. I nitrati, come anche l'ammonio, entro certi limiti non costituiscono alcun pericolo per i nostri pesci, ma il loro accumulo deve essere evitato mediante il cambio parziale dell'acqua o attraverso speciali filtri come per esempio il filtro denitrtori o la presenza di speciali resine che li assorbono.



Accessori utili
Tutti gli animali dellʼacquario nonché le piante - entro certi limiti - necessitano di ossigeno e anche i batteri del filtro non ne possono fare a meno. Esistono in commercio areatori ai quali viene collegato un tubicino alla cui estremità si trova un diffusore d'aria chiamato pietra porosa. Spesso vengono adoperati non solo per ossigenare ma anche per creare un effetto estetico molto popolare.
areatori e diffusori
Areatori e termostati
Nellʼacqua dolce invece la pratica e lunghe ricerche hanno dimostrato che questo sistema presenta certi inconvenienti, il più importante dei quali è la "dispersione" dellʼanidride carbonica indispensabile per la fotosintesi delle piante. Per questo motivo oggi si rinuncia alla pietra porosa in tutti quegli acquari dʼacqua dolce dove si vogliono coltivare delle piante, anche perché queste sono dei produttori di ossigeno più efficaci di qualsiasi tipo di diffusore dʼaria. Ricapitolando, dobbiamo constatare che un buon acquario dʼacqua dolce riceve lʼossigeno necessario attraverso la fotosintesi delle piante e si deve fare a meno della pietra porosa; negli acquari dove ci sono solo pesci invece conviene quasi sempre (per mancanza di ossigeno prodotto da vegetali) impiegare diffusori dʼaria azionati da un mini compressore (areatore).

Corretta sistemazione di un areatore

Il funzionamento dei diffusori dʼaria e del relativo aereatore è estremamente semplice, basta seguire le semplici istruzioni del produttore.
Sistemare l'areatore sempre al di sopra del livello dell'acqua, come mostra l'illustrazione, per evitare un ritorno dell'acqua.
mangiatoiaMangiatoia automatica

Negli ultimi anni lʼindustria del settore acquariologico ha studiato diversi  automatismi che permettono di sollevare lʼacquariofilo da parecchi lavori.
Primo fra tutti va citato il distributore automatico di mangime.
Si tratta di un contenitore collegato ad un timer che ad intervalli da stabilire somministra cibo secco o liofilizzato ai pesci.

Finora abbiamo parlato degli accessori che praticamente sono indispensabili per far funzionare un acquario, ma non si può rinunciare ad alcuni piccoli attrezzi che serviranno soprattutto per la manutenzione.

Retinoretino_piccolo

Magnete

sifone_Sifone

termometro_alcool_Termometro


Elenchiamo qui quelli veramente utili:


1 un retino di media grandezza per pescare i pesci;



2 un tergivetro sotto forma di raschietto o come magnete;


3 una pinza per piantare ed eventualmente delle forbici per potare;


4 un sifone di plastica per asportare sostanze grossolane
(avanzi di mangime o simili);


5 un tubo, del diametro di almeno 15 mm e lungo non meno di 2 m, per effettuare il cambio parziale dellʼacqua;


6 un termometro da applicare allʼinterno dellʼacquario.




Decorazioni
Soddisfatti i requisiti tecnici possiamo pensare ad arredare il nostro acquario. In commercio esiste tantissimo materiale decorativo naturale e sintetico, dobbiamo solo scegliere!
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Acquario con decorazioni naturali
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Decorazioni sintetiche
Ad ogni modo se vogliamo allestire una vasca con piante vere ogni materiale impiegato  dovrebbe essere il più "naturale" possibile e corrispondere alle esigenze vitali della flora e della fauna presenti nella vasca. Se invece volessimo scegliere materiali sintetici  non devono liberare sostanze tossiche o in qualche modo alterare i valori chimici dellʼacqua. Nell'acquario dʼacqua dolce non usiamo materiali calcarei che aumenterebbero la durezza dellʼacqua. Per la scelta del materiale conviene affidarsi al consiglio del proprio negoziante di fiducia; la raccolta di materiale in fiumi e laghi o nel mare è poco consigliabile perché richiede  sicuramente conoscenza.
Il materiale di fondo nella vasca dʼacqua dolce deve essere costituito da ghiaia con granulometria 2-3 mm non troppo fine quindi per evitare ristagni dʼacqua. Questo strato  non deve essere troppo alto, in effetti l'altezza ottimale e di 6-7 cm. che deve essere abbondantemente sciacquato prima di essere introdotto nell'acquario. Se vogliamo coltivare piante vere è opportuno integrare la ghiaia con speciali terricci fertilizzanti, in modo da offrire loro tutte le sostanze nutritive di cui hanno bisogno.In commercio ce ne sono veramente tanti e per essere sicuri su cosa acquistare sarò meglio farsi consigliare dal proprio negoziante.
Sfondo ODA in resina Aquael
Per evitare che lʼimmagine della parete sia visibile attraverso il vetro, è possibile applicare alla vasca uno sfondo che può essere esterno, fissato con del nastro biadesivo oppure interno che simula pareti rocciose in treD, nei negozi specializzati se ne trovano tanti molto belli ed interessanti.
Nei libri specializzati e nelle riviste del settore e naturalmente sul Web si trovano numerosi suggerimenti per allestire i più svariati tipi di acquario comunque non dimentichiamo che l'arredo deve sempre tener conto delle esigenze degli animali da allevare, nascondigli vegetazione e spazio libero libero per il nuoto dei pesci. Diamo maggior risalto alle piante, considerata la loro vitale importanza per il perfetto funzionamento dellʼacquario.



L'acqua
goccia
Una volta arredato lʼacquario e riempito dʼacqua, è necessario farlo funzionare per qualche tempo senza animali ed aggiungere un buon biocondizionatore e un complesso di microrganismi. In acquario lʼacqua è lʼelemento che determina la sopravvivenza di ogni organismo che vive in essa. E' necessario conoscere almeno in minima parte  l' aspetto chimico e fisico che distinguono i tipi dʼacqua. Prima di addentrarci nella chimica,  sottolineamo che si  può far funzionare perfettamente un acquario dʼacqua dolce anche con semplice acqua di rubinetto senza considerare i suoi valori chimici.
Lʼacqua contiene diverse sostanze sotto forma più o meno disciolta. Sono queste sostanze a determinare le sue caratteristiche chimiche, come la durezza, il pH, la conduttività, ecc. La durezza dellʼacqua è dovuta alla presenza di sostanze calcaree e di "derivati" di magnesio, solfati, cloruri, nitrati ed altri. Queste sostanze sono presenti sotto forma di ioni e maggiore è il loro numero, più alta è la durezza. In acquariofilia si distingue tra "durezza totale", "durezza temporanea" e "durezza permanente".
La durezza totale, misurata di solito in gradi tedeschi (° dGH) si può dividere in durezza temporanea e durezza permanente. La prima è la parte della durezza rimovibile per esempio con lʼebollizione dellʼacqua e corrisponde, in linea di massima, alla quantità di bicarbonati presenti nellʼacqua; viene misurata in ° KH ed è chiamata anche "durezza carbonatica". La durezza permanente invece è quella parte della durezza che resta nellʼacqua anche dopo lʼebollizione ed è formata soprattutto da solfati, cloruri e nitrati.
Per controllare i valori di durezza dellʼacqua esistono in commercio degli speciali test liquidi o sottoforma di cartina tornasole di facile impiego. A seconda del tipo di pesci si vogliono allevare si ha bisogno di una differente durezza dellʼacqua. Per un acquario dʼacqua dolce con pesci non tropo esigenti si può utilizzare unʼacqua con una durezza totale tra 7 e 15° dGH e una durezza carbonatica tra 4 e 10° KH. Questi valori non sempre sono presenti  dellʼacqua potabile, almeno non in tutte le zone d'Italia. Per pesci delicati provenienti da acque tenere si può rendere necessario un abbassamento di questa durezza, che può avvenire attraverso lʼaggiunta di acqua d'osmosi. Qualunque acquariofilo che decida di allevare piante e poseedere quindi un acquario ricco di vegetazione dovrebbe possedere un impiamto ad osmosi.
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Impianto osmosi inversa
L' impianto ad osmosi inversa non è altro che un apparecchio costituito da una membrana semipermeabile con uno o due prefiltri (uno meccanico e uno a carbone attivo), che se collegato alla rete idrica di casa è in grado di produrre acqua quasi completamente priva di sostanze disciolte. L' acqua di rubinetto in pressione viene fatta passare prima attraverso il filtro a carbone attivo, che in pratica ha la funzione di declorante, poi attraverso la cartuccia di filo avvolto di cotone, che trattiene le impurità più grossolane (fino a 5 micron) che potrebbero finire nella membrana semipermeabile ed otturarla (ad esempio le particelle del carbone attivo stesso), ed infine attraverso la membrana osmotica che elimina dal 80 al 98 % di tutte le altre sostanze (i sali, gli ioni dei metalli pesanti, i composti organici, ma anche eventuali pesticidi, batteri, ecc.). In uscita si avranno due tipi di acque, quella demineralizzata (detta permeato) che potremo raccogliere in una tanica, e quella di scarto, concentrata di sostanze estratte dall' acqua di rubinetto, che invece va eliminata.
La qualità e la quantità di acqua prodotta e determinata da vari fattori, in primo luogo dalla grandezza e dal tipo di membrana che possono essere didue tipi: le membrane in CTA (acetato di cellulosa) più economiche ma di breve durata, perchè facilmente aggredibili dai batteri che si insediano nel caso di periodi di inattività, e le membrane in TFC-Thin Film Composity (Poliammide aromatica) un po' più costose ma assolutamente più affidabili.
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Minerali per acqua d'osmosi

Altri fattori importanti sono la pressione di esercizio, che in genere deve andare da un minimo di 3 ad un massimo di 8 bar, (maggiore è la pressione maggiore sarà la quantità e migliore sarà la qualità dell' acqua prodotta) , la temperatura (maggiore è la temperatura maggiore sarà la quantità d' acqua prodotta) e chiaramente la qualità in origine dell' acqua da trattare. Se la pressione dell' acqua della vostra rete idrica è inferiore ai 3 bar (ad esempio se si abita in appartamenti ai piani alti), e la qualità dell' acqua prodotta non vi soddisfa, è possibile installare a monte dell' impianto una pompa per aumentare la pressione. Gli impianti ad osmosi inversa utilizzati in acquariologia (non professionali) producono mediamente dai 30 ai 200 litri di acqua demineralizzata al giorno.
L' installazione di un impianto ad osmosi inversa è semplicissimo, ogni luogo munito di allacciamento idrico è idoneo, ad esempio il bagno, la cucina, il terrazzo o il giardino (se tenuto all'esterno si dovrà evitare, durante l' inverno, il congelamento dell' acqua contenuta nella membrana. Non dimentichiamo che l'acqua d'osmosi è un acqua povera e che deve essere arricchita con minerali per ripristinare i giusti valori di Gh e Kh.



La chimica
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Il significato di pH è concentrazione idrogenionica il valore viene tratto dal peso degli Ioni Idrogeno ed indica se l'acqua è acida oppure alcalina. Se nell'acqua sono disciolti più acidi e poche sostanze alcaline possiamo dire che l'acqua è acida ed ha un valore di pH basso, viceversa, se abbiamo un'acqua con molte sostanze alcaline il valore del pH è alto.Un valore tra 0,0 e 6,9 indica acidità, il valore 7,0 è neutro ed un valore tra 7,1 e 14 indica alcalinità. A questo punto dobbiamo tener presente l'esigenza dei pesci e delle piante che vogliamo ospitare, rispettando il più possibile i valori del loro habitat naturale. Un'acqua con il pH tra 6,8 e 7,2 è indicata per ospitare la maggior parte dei pesci e delle piante, (i così detti pesci e piante facili) mentre per alcuni pesci, (Ciclidi americani) per esempio i Discus il pH è tra 6,0 e 6,5, viceversa per i Peciliidi in particolare il Poecilia Latipinna (Black Molly) il pH si aggira intorno al 7,6, addirittura per i Ciclidi africani il pH è tra 7,5 e 8,2. Un pH inferiore al 5,5 è letale per quasi tutti i pesci. Per avere una buona crescita delle piante il pH deve essere inferiore a 7,5.
E' molto importante che il valore pH sia il più costante possibile e per questo è necessario tener presente che esiste una stretta relazione tra durezza dellʼacqua, anidride carbonica e pH.

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Impianto Co2 completo
Lʼanidride carbonica in pratica è un acido sempre presente nellʼaria e inoltre prodotto in ogni acquario  da pesci, batteri e microrganismi. Questo acido agisce sul pH e lo fa abbassare verso valori acidi se non viene prima consumato o espulso. Nellʼacquario dʼacqua dolce le piante sono forti consumatori di anidride carbonica e spesso la quantità prodotta dagli organismi acquatici non basta per soddisfare le loro necessità. La somministrazione di CO2 in acqua provocherà un abbassamento del Ph proprio in funzione del valore del Kh, tanto piu' alto sarà il Kh è tanto più CO2 richiederà l'acquario per creare un ambiente a Ph acido idoneo per i nostri bei acquari Tropicali di acqua dolce ricchi di piante.
Abbiamo già detto che tutte le sostanze organiche ed azotate che sono presenti nellʼacqua dellʼacquario vengono trasformate grazie ai batteri e ad altri microrganismi. Questa trasformazione non avviene però di colpo, ma per gradi. Il primo traguardo è la trasformazione in ammoniaca (quando il pH è superiore a 8) o in ammonio (con il pH inferiore a 8). Lʼammoniaca è tossica per quasi tutti gli organismi acquatici, mentre lʼammonio lo è solo in concentrazioni molto elevate. Lʼammoniaca o lʼammonio non finiscono però - normalmente - nellʼacquario ma vengono subito trasformati nel filtro, attraverso il secondo stadio del ciclo delle sostanze azotate, in nitriti che a loro volta nel terzo processo sono trasformati in nitrati. Solo i nitrati, per fortuna poco tossici per gli organismi acquatici, non possono più essere trasformati dai batteri normalmente presenti nei filtri dʼacquario e si accumulano nellʼacqua.
La presenza  di ammonio (ammoniaca) o di nitriti nellʼacqua di un acquario significa in ogni caso che il filtro non riesce a svolgere completamente la sua funzione di depuratore biologico (troppo mangime, troppi pesci, filtro troppo piccolo, flora batterica non ancora matura, ecc.). Quando si riscontra invece un alto valore di nitrati con pochi nitriti, il filtro funziona perfettamente e si rende necessario un cambio parziale dellʼacqua o lʼimpiego di una speciale resina filtrante per riportare il valore a livelli normali. Come per il ph, gh e kh anche questi valori possono essere misurati con appositi test reperibili in commercio.

Test reperibili in commercio



Le piante
piante
Inizialmente sarà opportuno scegliere solo le specie di piante che sono di facile coltivazione e di rapida crescita. Queste permettono fin dallʼinizio un instaurarsi di quello che comunemente viene chiamato un poʼ erroneamente "equilibrio biologico".
Precedentemente ci siamo soffermati sulla CO2 sottolineandone l'importanza sia per la relazione con alcuni valori chimici ma anche perchè necessita all'accrescimento delle piante.
Ci sono altri due aspetti fondamentali della fotosintesi clorofilliana: i nutrienti e la luce.
E' bene sottolineare fin da subito che non esiste un ordine di importanza dei 3 elementi base della fotosintesi clorofilliana, nutrienti CO2 e Luce ma essi sono in stretto e diretto equilibrio tra di loro. Lo scienziato Liebig che ne ha studiato gli effetti ha tratto la "legge del minimo" che prende il suo nome dove esplica il concetto nel quale si determina che nessuno dei tre elementi in eccesso puo' ovviare ad uno degl'altri in difetto. Gli elementi che determinano lo sviluppo delle piante sono: temperatura, parametri dell'acqua, la luce, il nutrimento, sono fra loro strettamente interdipendenti. Quindi, se qualche elemento è al di sotto del minimo, tutta l'attività vegetativa si blocca, perché la pianta non può utilizzare nessuno degli altri elementi; la pianta può attingere questi elementi attraverso le radici o le foglie in base alla propria tipologia per esempio l'Echinodorus si nutre prevalentemente dal substrato , mentre le anubias non ne hanno bisogno. La legge del Liebig non è valida solo per i fattori di crescita, ma anche per gli elementi nutritivi, per cui se un elemento fertilizzante scarseggia, tutta la produzione vegetale ne risente, adeguandosi al fertilizzante presente in misura minore. Le piante, senza alcuna eccezione, non vanno nutrite né durante il riposo vegetativo, né dopo un trapianto per questo motivo è consigliabile cominciare a fertilizzare dopo 15 giorni dall'allestimento.
Le due principali tipologie di nutrimento sono i macro e micro nutrienti.
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Linea completa fertilizzanti Magic
Nei macronutrienti: potassio (K) , azoto (N), fosforo (P), zolfo (S), magnesio (Mg), calcio (Ca); nei micronutrienti: ferro (Fe), manganese (Mn), rame (Cu), zinco (Zn), molibdeno (Mo), cobalto (Co), boro (B); e poi ci sono gli elementi traccia essenziali  che includono Sodio(Na), Rubidio(Rb), Nichel(Ni), Vanadio(V), Silicio(Si). Se c'è carenza in poco temposi noteranno gli effetti negativi della mancanza con lo sbiadimento delle foglie modificandone i pigmenti della clorofilla.
In parole piu' semplici significa che se voi somministrate il CO2 perfettamente, ma create  una carenza di Ferro, la pianta muore o la tenete al buio e date ferro e CO2 stesso risultato. L'elemento ferro quindi ricopre anch'esso un ruolo di primaria importanza e vista la facilità di introdurlo in acquario spesso questo elemento è sovraddosato a beneficio delle alghe che sono molto piu' veloci delle piante nell'approvviggionamento. In acquario il ferro, va monitorato attraverso gli appositi test. Seguendo come riferimento una concentrazione in acqua di media non superiore a 1 mg\lt.Il ferro per acquario e reso molecolarmente piu' resistente all'ossidoriduzione, che tutti noi conosciamo come ruggine su del materiale ferroso esposto all'acqua. In acqua rendere il Ferro permanentemente disponibile è tutt'ora un arduo compito, quindi come alcune case consigliano meglio un dosaggio giornaliero, anche laddove si riesca a renderlo disponibile per piu' giorni ricordatevi che in acquario prima di pesci piante ed alghe tutti i nutrienti vengono divorati dalla flora batterica che comunque diventa piu' efficiente. Ad oggi tutte le grandi aziende che si promuovono come specializzate in piante cercano per semplicità d'uso dell'acquariofilo finale di creare fondi arricchiti al posto della ghiaia in modo da poter garantire una somministrazione di ferro nel tempo. La capacità delle piante acquatiche di assimilare tutte le sostanza disciolte in acqua non solo dalle radici, ma da tutto l'apparato fogliare, questo è possibile grazie al fatto che esse stando in acqua non hanno lo strato protettivo che le piante terrestri hanno per non disidratarsi. Senza questa pellicola protettiva la pianta acquatica puo' assorbire il Ferro e le altre sostanze nutritive anche dalle foglie lasciando all'apparato radicale piu' un ruolo di ancoraggio. Le piante d'acquario quindi avendo a disposizione i tre elementi fondamentali possono crescere anche attaccate ad un sasso. La carenza di ferro è anche visibilmente rilevabile trovando in acquario fogliecompletamente trasparenti ancora attaccate alla pianta madre, foglie che si sgretolano al semplice tocco. Ottima la linea di feritlizzanti è la linea Magic che offre i micro e i macro nutrienti, il ferro  ed i minerali da aggiungere all'acqua di osmosi.
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Biocondizionatori Linea Magic
Se si rispettano i consigli forniti in questa guida, non dovreste avere nessun problema con le vostre piante. Spesso il neofita si lamenta di una stentata crescita delle piante o di una "invasione" di alghe che quasi sempre va di pari passo con il primo sintomo.  La condizione fondamentale per ottenere  successo, oltre ai vari suggerimenti già dati, è una sufficiente quantità di piante nella vasca. Al contrario di quanto può facilmente succedere con i pesci,  le piante quasi non sono mai troppe in acquario. Un terzo, se non di più, dello spazio della vasca dovrebbe essere occupato da piante, solo in questo modo si instaura quel clima che permette un rigoglioso sviluppo della vegetazione senza problemi di alghe.
Ricordiamo che i pesci  vanno introdotti nellʼacquario solo dopo averlo fatto "maturare". Durante tale periodo si sarà schiarita completamente lʼacqua, lʼequilibrio gassoso si sarà stabilizzato e sarà avvenuta una prima colonizzazione del filtro e del materiale di fondo con batteri nitrificanti. Entro certi limiti tutto questo processo potrà essere accelerato con lʼimpiego di un biocondizionatore e con dei batteri in sospensione liquida.



L'acquisto dei pesci
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Per evitare l'acquisto di pesci malati dobbiamo tener sempre presente che le pinne devono essere ben aperte e non presentare macchie biancastre o corrosioni; anche il corpo deve essere privo di un qualsiasi segno di parassiti o di agenti patogeni, come puntini bianchi, ferite, ulcere, macchie emorragiche, ecc.; il ventre deve essere pieno e non incavato. I pesci devono nuotare con le pinne aperte senza scatti improvvisi; anche la respirazione - riconoscibile dal movimento delle branchie - deve essere regolare e tranquilla. Lʼocchio deve essere chiaro e "vispo". Attenzione quando il pesce striscia sul fondo o nuota con la bocca molto vicina alla superficie dellʼacqua. Se scegliete di acquistare specie delicate, è indispensabile informarsi dal commerciante in quale ambiente sono stati tenuti finora. Importanti sono la temperatura dellʼacqua, il pH, la durezza o la densità e il tipo di cibo somministrato.
Non acquistate mai acquistare un solo esemplare della stessa specie; acquistare almeno una coppia, meglio ancora un piccolo gruppo di 4-6 esemplari, soprattutto quando si tratta di pesci che vivono in branchi. Informatevi sempre sul carattere ed evitate  di  inserite troppe varietà differenti, questo eviterà problemi di territorialità e sicuramente i prescelti vivranno più pacificamente.
Non tenete troppo tempo i vostri pesciolini in busta, sistemateli il più presto possibile a casa per evitare sbalzi di temperatura ed non scuotete eccessivamente il sacchettio di trasporto.
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Ambientamento dei pesci alla temperatura Ambientamento dei pesci ai valori chimici dell'acqua Sistemazione dei pesci in acquario
Prima di introdurre i pesci nella vasca, effettuate prima di tutto un ambientamento alla temperatura che sicuramente in busta sarà diversa da quella dell'acquario: aprite il sacchetto di trasporto e fatelo galleggiare per circa 15 minuti nellʼacqua dellʼacquario e dopo 10 minuti aggiungete lentamente dellʼacqua dellʼacquario a quella del sacchetto di trasporto per evitare bruschi cambiamenti dei valori chimici. È sempre consigliabile spegnere lʼilluminazione della vasca mentre si introducono nuovi pesci. Fateli stare ancora 10 minuti e poi liberateli in acquario prendendoli con un retino. L'acqua della busta è da buttare.
Non abbiate fretta di popolare il vostro acquario, ricordate che l'acquario ha bisogno di un periodo di "rodaggio" fino ad arrivare alla completa maturazione biologica. Introducete i pesci pochi per volta nell'arco di un mese.



Alimentazione
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Una dieta adeguata non solo manterrà in salute i nostri pesci  ma li farà anche riprodurre. Lʼalimentazione dei pesci d'acquario si deve avvicinare il più possibile al cibo che i pesci trovano in natura. Lʼindustria mette a disposizione degli acquariofili una vastissima gamma di mangimi che va dai cibi in fiocchi a quelli granulari, dal cibo liofilizzato a quello surgelato. Il mangime deve essere adeguato per struttura alla taglia dei pesci, cioè bocconi grossolani per pesci grandi, cibo fine per quelli piccoli. Una regola empirica, abbastanza valida, afferma che ogni pezzetto di cibo deve essere tanto grande quanto lʼocchio del pesce a cui è destinato. Il tipo di mangime deve corrispondere alle esigenze alimentari dei pesci; esistono pesci prevalentemente fitofagi che si nutrono principalmente di sostanze vegetali ed altri che devono essere cibati con sostanze animali perché sono "carnivori".
Il cibo andrebbe somministrato due volte al giorno; una volta nelle prime ore della mattina e una seconda volta qualche tempo prima di spegnere la luce. La quantità di cibo è importantissima,  non bisogna mai esagerare e somministratre solo la quantità che i pesci effettivamente riescono a mangiare in pochi minuti. E da evitare una dieta uniforme, consigliamo di alternare almeno due diversi tipi di mangimi poichè anche il miglior cibo, somministrato da solo a lungo, non soddisfa le esigenze alimentari dei pesci.
Le vitamine hanno una funzione importante nei processi fisiologici influenzandoli in maniera più o meno accentuata. Questi processi sono: la fertilità e lo sviluppo delle uova, la pigmentazione, il metabolismo, la vista, il rafforzamento del sistema immunitario,  losviluppo cellulare specie negli avannotti per una sana e rapida crescita, la protezione della pelle, e il sistema nervoso. Di solito i mangimi venduti in commercio offrono già una quantità di vitamine che dovrebbero essere sufficienti al fabbisogno dei nostri pesci, ma in condizioni particolari, possiamo ricorrere alla somministrazione integrativa di vitamine, le quali possono essere reperite nei vari negozi di acquariologia come prodotti specifici del settore .




Ecco come allestisco l'acquario:

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Base acquario


Prepariamo il nostro tavolo e sistemiamolo nel posto che abbiamo scelto.
L'acquario non andrebbe posizionato a diretto contatto con il tavolo. Se il vostro acquario non dispone di una base potete  isolare il vetro con un tappetino in neoprene o polistirolo.

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Sistemazione dello sfondo









Posizioniamo la nostra vasca e inseriamo uno sfondo.



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Sistemazione fertilizzante e ghiaia











Sistemiamo il fertilizzante nel fondo e ricopriamolo con la ghiaia che abbiamo scelto.


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Sistemazione decorazioni













Disponiamo le decorazioni come più ci piace cercando di dare comunque una prospettiva.









Prima di mettere a dimora  le piante è opportuno accorciare le radici.

Versiamo dell'acqua per inumidire la ghiaia, ma facciamolo con delicatezza per evitare di idanneggiare il fondo



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Sistemazione piante come trattare le radici
Facciamo attenzione alle delicate radici e non pieghiamole quando mettiamo a dimora le nostre piante nella ghiaia



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Acquario allestito





Nella sistemazione delle piante cerchiamo di posizionare quelle più alte nella parte posteriore e naturalmente quelle che non crescono troppo in altezza sulla parte anteriore. Preferite piante a crescita veloce. Questo aiuterà il nostro acquario a maturare più velocemente








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Sistemazione filtro Lavoro terminato
Provvediamo ad istallare il nostro filtro ed il termoriscaldatore, in questo caso abbiamo scelto un filtro interno con spugna Fan 2 e un termoriscaldatore Confort Zone Aquael .
Finalmente possiamo riempire il nostro acquario e iniziare a godere di questo bellissimo hobby.




Manutenzione

Finalmente il nostro acquario è allestito.
Vorremo solo ricordarvi delle semplici operazioni da effettuare regolarmente.
Ogni giorno dovrete: accendere e spegnere la luce dellʼacquario; somministrare il mangime ai pesci; controllare la temperatura dellʼacqua; eliminare sostanze di rifiuto rimaste sul fondo.
Mentre almeno una volta a settimana dovrete: controllare pH, durezza ed eventualmente nitrati; controllare lʼeventuale impianto di diffusione dellʼanidride carbonica; verificare lo stato delle piante e provvedere eventualmente alla potatura o allʼeliminazione di foglie morte; controllare il funzionamento del filtro e pulire, se necessario, il materiale filtrante; aggiungere lʼacqua eventualmente evaporata (converrebbe usare acqua distillata arricchita di sali minerali per non alterare i valori chimici ); somministrare i fertilizzanti per le piante.

Come utilizzare un sifone al cambio d'acqua
In un acquario ricco di piante ogni due o massimo tre settimane andrebbe cambiato circa il 15% dellʼacqua effettuando allo stesso tempo una sifonatura del fondo che eviterà l'accumulo di fanghi inquinanti.
Non dimenticate di aggiungere un biocondizionatore e dei microrganismi per ripristinare la flora batterica. E' importantissimo che l'acqua nuova utilizzata per il cambio sia alla stessa temperatura di quella dell'acquario, quaesto eviterà inutili sbalzi di temperatura che porterà inevitabilmente i nostri pesci ad ammalarsi.
Non effettuate troppe operazioni di manutenzione contemporaneamente, questo eviterà di mettere in crisi il nostro prezioso equilibrio biologico. Se fate un cambio d'acqua non pulite anche il filtro, ma rimandate quest'operazione alla settimana successiva.

Se avete domande, dubbi o problemi che vorreste discutere con noi scrivete pure.


Non ci resta che augurarvi "buon lavoro"









 
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